Diario di Campo – Tra radici stabili e nuovi esperimenti: l’inizio della nostra estate a Casa Musubi

A cavallo tra la fine di maggio e l’inizio di giugno, l’aria a Bossolasco cambia ritmo. La terra, scaldata dal sole, inizia a correre velocemente e noi corriamo insieme a lei. È un momento di transizione profonda per il progetto di Casa Musubi: un periodo in cui i cantieri dell’orto, della terra e delle strutture edilizie si intrecciano per dare forma al nostro futuro.

Nell’Orto Baleno: la cura del dettaglio e l’architettura verde

Nel nostro Orto Baleno il respiro si fa un po’ più leggero: abbiamo quasi terminato la grande maratona dei trapianti e delle semine principali. La terra è popolata, le piantine hanno trovato la loro dimora e ora l’attività si sposta sulla “costruzione”. In questi giorni ci stiamo trasformando in veri e propri architetti verdi, concentrandoci sulle strutture di sostegno.

Quest’anno, come per il 2025, abbiamo scelto di coltivare le zucchine in verticale: un metodo semplice ma straordinario, che tenendo le foglie sollevate da terra ci aiuta a prevenire naturalmente malattie fungine come l’oidio e la peronospora, senza ricorrere alla chimica ma sfruttando solo l’aria e la luce. Insieme alle strutture per le zucchine, stiamo preparando i sostegni per i pomodori, i peperoni e le prime, necessarie, protezioni antigrandine, per proteggere la delicatezza di questo lavoro dagli imprevisti del cielo. Speriamo di fare tutto in tempo, prima del prossimo temporale che non possiamo sapere se porterà solo una pioggia rinfrescante o distruzione.

Nel frattempo, l’orto non si ferma mai. Mentre raccogliamo e prepariamo le prime cassette miste, lo sguardo è già rivolto alle prossime settimane: continuiamo a seminare e trapiantare piccoli “backup” di queste verdure, per assicurarci che la disponibilità non manchi mai, in un ciclo continuo di cura e pianificazione, e anche un pò di improvvisazione.

Se l’Orto Baleno è il cuore della produzione settimanale, le linee agroforestali piantate lo scorso ottobre sono il nostro laboratorio per il futuro. Nello spazio tra i filari degli alberi (le interfile), abbiamo deciso di avviare quest’anno i nostri primi esperimenti di colture estensive rigenerative.

Proprio pochissimi giorni fa abbiamo affidato alla terra le prime varietà di mais e, poco prima, la soia alimentare. Una scelta, quest’ultima, che porta con sé un sogno grande: vogliamo usare questa soia per sperimentare la produzione artigianale del tofu direttamente all’interno del nostro laboratorio di trasformazione, i cui lavori edilizi sono ormai quasi ultimati e pronti a partire.

Insieme a mais e soia, la terra sta già accogliendo le patate e alcune varietà di fagioli asiatici che amiamo molto, come gli azuki e gli edamame. È il nostro modo di unire la filosofia agroecologica all’innovazione e unire quello che è il mio background passato con quello che sono oggi, testando come colture diverse possano convivere, proteggersi a vicenda e arricchire il suolo.

Casa Musubi non è solo agricoltura: i nostri cantieri edilizi sono nel pieno del loro fermento.

L’edificio dell’ex forno di borgata è ormai quasi giunto al compimento della sua metamorfosi: lo abbiamo trasformato nel nostro futuro laboratorio di trasformazione. Sarà il luogo dove vorremmo creare prodotti di panificazione e fermentazione. Qui custodiremo le eccedenze e i prodotti dell’orto (ma non solo), trasformandoli per offrirvi cibo vivo, ricco di nutrimento e valore aggiunto.

Ma la novità più visibile di questo inizio maggio è l’apertura del cantiere dell’ex fienile, l’edificio che per primo dà il benvenuto a chiunque arrivi a Casa Musubi. Lo stiamo ristrutturando per farlo diventare il vero cuore pulsante del progetto a livello di accoglienza, ospitalità, didattica e condivisione. Il secondo piano, in particolare, ospiterà un luminoso open space con una terrazza panoramica affacciata su Bossolasco, con le Alpi a fare da splendida cornice. Immaginiamo già questo spazio vivo: un luogo dove ospitare corsi, workshop e momenti didattici, ma anche dove servire le colazioni a chi alloggerà nel nostro agricampeggio, o dove organizzare eventi gastronomici e degustazioni stagionali. Al piano terra, invece, sta prendendo forma l’idea di un futuro piccolo spaccio aziendale, un punto d’incontro diretto tra noi e voi.

I lavori a Casa Musubi, però, non si limitano a ciò che si vede sopra il suolo o tra le mura dei cantieri. C’è un filo invisibile che unisce tutto ed è la nostra continua progettazione in permacultura.

In questo periodo, sia all’interno dell’Orto Baleno che nelle aree circostanti, siamo concentrati sulla gestione strategica dell’acqua. Attraverso piccoli e grandi interventi sul terreno e l’utilizzo della pietra di langa (abbondante nella nostra proprietà), lavoriamo per rallentare il flusso delle piogge, facilitarne l’infiltrazione e stoccarla nel suolo. L’obiettivo è profondo: vogliamo ricaricare le falde acquifere sottostanti che, a loro volta, alimentano l’intero bacino idrografico e la sorgente naturale presente nella nostra proprietà. In un’epoca di cambiamenti climatici, questo design rigenerativo è la nostra polizza assicurativa per proteggere la terra e le colture dagli eventi atmosferici estremi.

Questa visione non si ferma qui: la progettazione abbraccia diverse zone della proprietà. Ogni anno a venire sarà un tassello in più, un viaggio scandito da micro-progetti agroforestali dedicati ad alberi e piante perenni.

Casa Musubi cresce così, un passo alla volta: con le radici ben salde nella terra di Bossolasco, lo sguardo rivolto alle Alpi e le mani tese a costruire un futuro più resiliente, accogliente e condiviso.

Benedetta Salsi, Casa Musubi

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