Cascina Roncaglia

“Oggi ho 69 anni. Alla visita militare  a diciott’anni, ho detto a un maresciallone ‘io vorrei fare il carabiniere’. Questo per dire che, pur di togliermi dalla campagna, avrei fatto il carabiniere. Qua si viveva con la vite, adesso io coltivo quattro filari di vite e adoro la vite perché mi rilassa, mi distende. Però non avrei potuto viverci. Noi avevamo delle bestie, e mio padre aveva le sue idee, non lasciava spazio. Il suo “sbaglio” è stato aver acquistato un terreno che era a frutteto e io ci andavo volentieri nel tempo libero. Sono andato a potare un inverno intero dietro al mio maestro, Pietro, che mi insegnava e mi pagava niente: questa è la gavetta, che faceva anche bene. Due anni dopo, mio padre voleva vendere questo terreno, perché capiva che io non avrei più seguito il suo allevamento e mi sarei avventurato completamente nella produzione della frutta. Mia mamma però ha capito la mia passione e non gliel’ha lasciato vendere. Non solo, io ho comprato con tanti sacrifici un altro pezzetto di terra ho piantato degli alberi di mele. Poi, quando mio padre ha visto che il lavoro andava bene, ha apprezzato molto la mia iniziativa, erano gli anni ‘80. Poi nel ’90 la frutta è andata male, soprattutto le mele: c’era il kiwi che stava arrivando alla grande e dava delle rese importanti. Qua, a detta di tutti, è la zona migliore da kiwi. Io però continuavo a piantare mele e mi dicevano tutti che non ero capace a piantare i kiwi. Non è che non fossi capace piantare i kiwi, però qua c’era il clima, c’era la terra, ma mancava l’acqua. Io per l’acqua fatto delle battaglie. Qua siamo in mezzo ai monti e siamo senza acqua. Nel 2007 abbiamo portato l’acqua con una condotta in pressione di 3,5 – 4 km, un progetto partito negli anni 60. Con 300 € a giornata di spese nostre abbiamo portato l’acqua in queste zone. Io faccio biologico dal 2000 quando abbiamo iniziato la certificazione. Con le mele, il primo anno di conversione più o meno è andato, il secondo anno abbiamo raccolto quattro mele in croce. Poi pian piano siamo andati avanti, fino ad arrivare ad oggi. In alta Valpellice hanno perso l’amore per la frutta, avevamo un patrimonio di varietà fino a 1200 m. Io ho una cinquantina di varietà diverse: Carla, grigia torriana, champagne, grenoble e pianto ogni varietà che trovo ancora nelle vallate, oltre a nuove varietà. Adesso, con i problemi che hanno avuto i kiwi, le aziende che facevano solo kiwi hanno ammesso di avere sbagliato a puntare su un’unica coltura”. 

Aldo Bianciotto

Azienda agricola Bianciotto Aldo 

Strada Roncaglia 25
, 10060 Bricherasio (TO)

Passeggiata sotto i meli in fiore

All’interno degli eventi tematici immersivi di Ecorami si è tenuto l’11 aprile 2026 presso Cascina Roncaglia la passeggiata sotto i meli in fiore. Aldo Bianciotto, di Cascina Roncaglia, ci racconta: “Abbiamo deciso di fare questa passeggiata nei meli in fioritura, che è stata molto gradita dai visitatori e dai partecipanti. Abbiamo avuto oltre 70 adesioni. Abbiamo fatto un…

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Chi conosce l’arguta?

“L’arguta è una bacca, è originaria dell’Indocina come il kiwi – ci spiega Davide Bianciotto – sono specie di liane. In azienda noi ne abbiamo qualche pianta fin dagli anni ’70. L’arguta non ha mai avuto successo perché è un frutto molto delicato e anche perché è sempre stata messa in ombra dal kiwi che…

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A breve avremo la fioritura del melo

In questo periodo siamo in piena fioritura del pesco, l’albicocco sta già sfiorendo. Continuiamo i lavori di trapianto delle piante che mancano, finiamo le potature, e continuiamo la vendita delle mele, le varietà che sono ancora rimaste. Non sono più le 65 varietà che abbiamo in autunno, ce ne sono rimaste 5 o 6 varietà.…

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