Miele biologico

Dopo anni di riflessione siamo arrivati a compiere questo passo, cioè partire dal basso e metterci del nostro e non stare ad aspettare che le cose cambino da sole. Abbiamo voluto recuperare le tradizioni belle dei nostri vecchi, e impegnarci in prima linea nel biologico, nella difesa della biodiversità, nella ricerca di uno stile di vita sostenibile e rispettoso, nell’apertura agli altri, alla comunità, al mondo e all’attualità. Stiamo facendo un percorso e vorremmo fare molto di più, e molto dobbiamo a tanti esempi positivi di amici, aziende ed esperienze con cui ci confrontiamo e con cui condividiamo progetti, ricerca, studio, riflessione e sostegno reciproco. Siamo in cammino e ci sforziamo di migliorare nella gestione degli alveari, seguendo stimoli dal movimento agroecologico, esempi dal mondo della biodinamica, esperienze di apicoltura naturale, studi e ricerche dal mondo apistico italiano, europeo e internazionale, e crediamo molto nel dialogo, nel confronto e nell’apertura e allargamento degli orizzonti culturali.

Il biologico è la strada da percorrere, cercando una simbiosi tra agricoltura e ambiente, nella gradualità e nell’impegno collettivo e politico, costruendo rete, confronto e collaborazione, puntando su crescita culturale e cambiamento, puntando ad una visione focalizzata sulla concretezza e sulla complessità, e allargata alle problematiche ambientali, climatiche, sociali ed economiche planetarie.

Ci occupiamo di circa 150 alveari, praticando un minimo di nomadismo, variabile a seconda delle annate. Generalmente, in primavera in Alta Langa produciamo miele di Ciliegio, di Tarassaco, a volte anche di Acacia e normalmente comunque un miele Millefiori primaverile, ogni anno differente. In estate in Alta Langa (negli apiari di Bonvicino, di Mombarcaro, di San Benedetto e di Murazzano) produciamo diversi mieli di Millefiori estivo, e a volte anche miele di Castagno. Di solito pratichiamo un minimo di nomadismo in Valle Varaita, zona di origine di Silvia: a Venasca per il miele di Castagno, a Frassino per quello di Tiglio selvatico. Invece in Alta Valle Tanaro, portiamo le api a Quarzina (Ormea), ai piedi del Pizzo d’Ormea il Fiori delle Alpi.

Biologico: significa che l’apicoltura, cioè l’allevamento delle api, è condotto secondo i principi dell’agricoltura biologica… e principalmente significa che non vengono usati prodotti chimici di sintesi per la cura delle api dalle patologie che le colpiscono, in primis la varroatosi, ma vengono usate biotecniche manuali come, ad esempio, il blocco di covata;
inoltre cerchiamo in ogni modo di evitare le contaminazioni, usando cera biologica ed esente da residui chimici e ambientali e collocando gli apiari in luoghi il più possibile lontani da situazioni di colture intensive e aree inquinate. 

Invasettiamo il nostro miele pochi giorni dopo la smielatura e la naturale decantazione, senza utilizzare trattamenti termici, né in fase di smielatura né in fase di confezionamento: per questo viene definito miele grezzo, ovvero non sottoposto a trattamenti termici. 

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