Facciamo dei campi molto variegati

“Adesso nell’orto è un periodo in cui – ci spiega Riccardo Quaglio – continuiamo ad avere tutte le cose estive quindi pomodoro, melanzana, zucchino, però si mescolano in mezzo tutte colture autunnali, ad esempio iniziano ad arrivare le prime zucche. E poi noi mettiamo parecchi cavoli, da cavolo nero, broccolo, cavolfiore, mettiamo anche cavolo riccio, poi tutti i finocchi, anche tante verdure a foglia, quindi radicchi, scarole, catalogne, pack choi. Quindi settembre, ottobre sono due mesi in cui c’è una produzione abbastanza ricca. Adesso stiamo ancora trapiantando in realtà tante invernali, perché poi, noi avendo un po’ di serre, fino al 20 di settembre, continuiamo a trapiantare in serra in modo da arrivare fino a dicembre ad avere ancora prodotto fino a dopo Natale. Poi ci fermiamo a gennaio e a febbraio e riprendiamo a maggio. Noi facciamo dei campi molto variegati, misti, nel senso che non piantiamo distese di cavoli tutti insieme, ma abbiamo ad esempio un campo dove ci sono una serie di filari di cavolo nero, broccolo, cavolfiore, ma alterniamo file a zucchino, perché noi mettiamo anche parecchie zucchine adesso, in modo da avere fino a fine, inizio novembre, e fagiolini. Questo principalmente per scampare alla cavolaia, perché abbiamo notato che se abbiamo campi solo di cavoli, la cavolaia è favorita. Facciamo molte consociazioni, anche lungo le file. Noi usiamo l’ala gocciolante, quindi piantiamo a distanza di 40 centimetri ogni piantina di broccolo o di cavolfiore, però tra ogni broccolo, tra un broccolo e l’altro, piantiamo generalmente un’insalata in modo che venga raccolta nel giro di un mese e mezzo dal trapianto e quindi non venga sovrastata dai cavoli. E abbiamo notato che ci viene bene.

Quindi quest’anno volevamo provare a metterci anche in mezzo del cavolo pack choi che ha una crescita abbastanza veloce. Perché il problema principale della consociazione è trovare piante che stiano bene insieme, che non vengano troppo sovrastate. Certo per ora questo è frutto di sperimentazione, perché non ci sono così tanti studi appropriati. Per noi la raccolta è tutta manuale, non abbiamo nulla. I trapianti sono tutti manuali. Certo abbiamo pacciamatrice, fresa, però tante fasi sono fatte a mano. Facciamo il pomodoro rosa che è una varietà un po’ vecchia. Facciamo due trapianti generalmente uno a inizio primavera. Il seme lo teniamo noi da un anno all’altro. Lo piantiamo a inizio primavera in serra. Come sostegno, usiamo il filo e pali di castagno, perché quando l’annata è buona, vengono pomodori di una buona pezzatura. In serra iniziamo a raccoglierlo non prima di inizio giugno. Una parte di questo pomodoro, lo trasformiamo e facciamo la passata di pomodoro, a volte mettiamo anche il nostro basilico e viene molto buona e poi mettiamo insieme del cuore di bue anche un po’ di datterini, quindi è dolce. Non utilizziamo il rame sul pomodoro, nonostante sia consentito in biologico. Direi quasi il 70% di quello che produciamo non è minimamente trattato”.

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