Noi siamo nel territorio della Langa, dove la monocultura la fa da padrona, dove la vigna e il nocciolo sono praticamente ovunque.
In un’azienda agricola che esiste da quattro generazioni, esattamente 18 anni fa, ho deciso di cambiare la visione delle cose. Volevo creare non più un’azienda fondata sulla monocultura, ma un’azienda fondata su un organismo agricolo, dove la vigna è sicuramente l’elemento più importante perché è quello che genera un tornaconto che mi permette di essere sostenibile a livello economico, ma non può essere l’unica cosa.
Quindi abbiamo inserito all’interno della nostra collina di Lirano, qui tra Sinio e Serralunga d’Alba, altri elementi come le api, abbiamo sei arnie, abbiamo un piccolo bacino idrico a 400 metri sul livello del mare collegato con pozzi e recupero delle acque.
Abbiamo piantato più di 1000 alberi negli ultimi 15 anni. Parliamo di alberi d’alto fusto, quindi querce, prunus, ciliegi, un po’ di tutto.
Abbiamo piantato più di 250 alberi da frutto e più di 5 km di corridoi biologici, quindi siepi miste, rosmarini, salvie, lavande, sambuchi, proprio per aiutare i piccoli animali, gli insetti e riportare un po’ di vita all’interno del sistema. Poi abbiamo tre asinelle e qualche pollo, qualche gallina, insomma, che la parte animale a incrementare la parte vegetale. Poi abbiamo ripristinato i 7ettari di bosco che erano già esistenti, ma di cui tutti si erano dimenticati, che fanno proprio da cuscinetto con gli eventuali vicini che non la pensano come noi, ma poi sono una risorsa incredibile, sia per l’humus sia poi dal viverlo, quindi fare le passeggiate.
Quindi tutti questi elementi, in 18 anni, sono stati un po’ l’obiettivo che avevo e oggi, nel panorama vitivinicolo di Langa, siamo una realtà che ha una sua unicità. All’interno di questa realtà, e con questo organismo agricolo, abbiamo anche un’associazione senza scopo di lucro, un’associazione di promozione sociale. E’ un progetto educativo per i ragazzi dai 6 anni ai 14, praticamente un’ homeschooling, quindi una scuola parentale. Attualmente ci sono 25 ragazzi che possono usufruire di tutto questo organismo agricolo e quindi crescere in un ambiente che li può fare sviluppare sotto tanti punti di vista. Perchè è soprattutto l’ambiente che, dal mio punto di vista, muove più del 50% degli apprendimenti e di come ci sentiamo: cioè è tutto quello che c’è attorno a noi che ci influenza.
Enrico Rivetto, Serralunga d’Alba (CN)

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