I vigneti presentano un grande potenziale per la biodiversità.
La loro diversità biologica è influenzata da una varietà di pratiche agricole (lavorazione del suolo, protezione delle piante, gestione del suolo) e da caratteristiche agronomiche (condizioni del suolo e del clima, terreni pianeggianti accessibili ai macchinari oppure vigneti terrazzati).
A causa di questa significativa eterogeneità, esistono grandi differenze nel grado in cui la viticoltura si distingue da altri sistemi agricoli. Diverse revisioni sistematiche mostrano che la gestione biologica nei vigneti ha un effetto positivo sulla diversità delle piante, sugli organismi del suolo (biomassa microbica, respirazione), sulla diversità batterica, sui funghi del suolo (micorrize) e sui lombrichi.
Allo stesso modo, diversi gruppi di artropodi come ragni, carabidi, api selvatiche e formiche traggono beneficio, risultando presenti in maggiore abbondanza e con maggiore diversità. Oltre alla diversità delle specie, anche la composizione delle comunità faunistiche nei vigneti cambia in modo significativo sotto gestione biologica.
Una lavorazione intensiva del suolo può annullare gli effetti positivi locali nei vigneti biologici.
Con una lavorazione intensiva, l’abbondanza di lombrichi nei vigneti gestiti biologicamente risulta simile a quella osservata nei vigneti convenzionali.
Altri importanti e utili insetti sono gli acari predatori, poiché costituiscono antagonisti rilevanti degli acari fitofagi nei vigneti. Anche questi si trovano in maggiore diversità e abbondanza nei vigneti biologici. La loro presenza dipende fortemente dall’intensità delle misure di difesa fitosanitaria.
A livello di paesaggio, la diversità e l’abbondanza dei pipistrelli e delle specie di uccelli delle aree agricole (in particolare specie insettivore) possono essere favorite dalle pratiche biologiche nei vigneti, soprattutto nei paesaggi poveri di elementi naturali.
Al contrario, nelle aree viticole strutturalmente ricche (ad esempio in Toscana), la presenza di uccelli delle aree agricole non differisce tra gestione biologica e convenzionale, poiché eventuali perdite dovute alla gestione agricola sono compensate dalla presenza di habitat seminaturali residui all’interno della matrice del vigneto.
In definitiva, gli effetti locali sui diversi gruppi faunistici e sugli altri organismi dipendono fortemente dall’intensità della coltivazione.
Le principali cause della riduzione della biodiversità sono l’uso intensivo di pesticidi ed erbicidi, l’eccessiva lavorazione del suolo e la mancanza di una copertura vegetale (permanente).
Misure agroecologiche come la copertura vegetale permanente, le semine di miscugli ricchi di specie, una gestione attenta del suolo e l’evitamento degli erbicidi possono ridurre le differenze tra sistemi per diversi gruppi di organismi.
Inoltre, la diversità della fauna nei vigneti è influenzata in modo significativo dalla presenza di habitat seminaturali nelle aree circostanti.
Agriculture and biodiversity | 2023 | FiBL I No. 1548

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