La composizione della matrice del paesaggio mostra chiare differenze tra i due modelli di gestione agricola.
Il sistema policolturale agroforestale presenta una maggiore proporzione di elementi semi-naturali, inclusi siepi, filari di alberi e aree non coltivate, mentre il sistema convenzionale è dominato da grandi campi coltivati omogenei.
Questa semplificazione strutturale riduce la diversità degli habitat e influisce negativamente sulle funzioni ecologiche legate alla conservazione della biodiversità.
Nel modello POLY, la presenza di usi del suolo diversificati aumenta l’eterogeneità del paesaggio e migliora la distribuzione spaziale delle risorse ecologiche.
Il modello CV, al contrario, è caratterizzato da una struttura uniforme, con connettività ecologica limitata e ridotta disponibilità di aree di rifugio per la fauna.
Gli indici di complessità della forma delle parcelle evidenziano un livello più elevato di articolazione strutturale nel sistema policolturale agroforestale.
Bordi irregolari dei campi, presenza di alberi e colture diversificate generano un modello a mosaico che favorisce le interazioni ecologiche.
Al contrario, l’azienda convenzionale mostra forme delle parcelle regolari e semplificate, che riflettono una strategia di gestione orientata alla meccanizzazione e all’efficienza piuttosto che alla funzionalità ecologica.
Una maggiore complessità della forma è associata a una maggiore stabilità ecologica, in quanto permette la coesistenza di diversi habitat e sostiene una più ampia gamma di specie.
Gli indici di diversità del paesaggio confermano che il modello policolturale agroforestale ha una qualità ecologica più elevata.
La coesistenza di diversi tipi di colture, componenti arboree e aree semi-naturali aumenta sia la diversità compositiva sia quella configurazionale.
Il modello convenzionale mostra valori di diversità più bassi a causa della prevalenza della monocultura e dell’assenza di elementi strutturali capaci di sostenere i processi ecologici.
Gli indici di connettività mostrano che il sistema policolturale agroforestale fornisce una rete ecologica migliore.
La presenza di siepi, filari di alberi e fasce non coltivate crea corridoi che facilitano il movimento delle specie e lo scambio di funzioni ecologiche.
Nel sistema convenzionale, la mancanza di elementi di collegamento produce frammentazione degli habitat e limita la capacità del paesaggio di sostenere la biodiversità.
La qualità ecologica complessiva del paesaggio è più elevata nel modello policolturale agroforestale.
L’integrazione di colture diversificate, alberi ed elementi semi-naturali produce un sistema più resiliente, capace di mantenere nel tempo le funzioni ecologiche.
Il modello convenzionale, pur essendo efficiente in termini di produzione, mostra prestazioni ecologiche inferiori e una ridotta capacità di sostenere la biodiversità.
Chiaffarelli, G., Sgalippa, N., Vagge, I. (2024)
The Landscape Ecological Quality of Two Different Farm Management Models: Polyculture Agroforestry vs. Conventional Land
https://air.unimi.it/retrieve/handle/2434/1108050/2557054/land-13-01598_2024_Light.pdf

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