Criterio 2. Ridurre gli input esterni e le perdite affidandosi ai servizi di supporto degli ecosistemi

Gli agroecosistemi dovrebbero essere gestiti intenzionalmente in modo da beneficiare dei servizi ecosistemici di supporto, tra cui la fotosintesi, la fertilità del suolo e il ciclo dei nutrienti, al fine di ridurre la dipendenza da input esterni e minimizzare le perdite verso l’ambiente.

Per esempio, gestire l’azienda in modo che tutti i foraggi e i mangimi concentrati consumati dagli animali siano prodotti in azienda o nei terreni vicini, e assicurare che tutto il letame venga utilizzato per la fertilizzazione delle colture, può ridurre la necessità di mangimi esterni, fertilizzanti chimici e surplus di deiezioni.

Inoltre, combinare più specie vegetali nei pascoli e nelle rotazioni, soprattutto includendo leguminose fissatrici di azoto, può aumentare la fertilità del suolo e le rese delle colture, riducendo allo stesso tempo la dipendenza da input esterni (Dumont et al., 2025).

Poiché questo approccio aumenta inevitabilmente la complessità della gestione aziendale e può costituire un ostacolo alla sua adozione, l’impatto della gestione orientata al rafforzamento dei servizi ecosistemici di supporto dovrebbe essere integrato nelle valutazioni di efficienza, al fine di considerare i compromessi con le altre dimensioni.

Tali valutazioni dovranno inoltre distinguere tra la quota di produzione resa possibile dai servizi di supporto e quella che richiede input esterni, per esempio attraverso metodi basati sulle leggi della termodinamica negli ecosistemi, come l’analisi dell’energia incorporata (Emergy Analysis) e l’exergia cumulativa estratta dall’ambiente naturale.

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