La diversità animale comprende l’eterogeneità genetica e fenotipica degli individui all’interno e tra le razze, nonché l’associazione di diverse specie animali all’interno di uno stesso sistema.
I sistemi intensivi e specializzati spesso trascurano la diversità animale puntando all’efficienza a breve termine, facendo il massimo uso di razze altamente produttive o di animali allevati in condizioni ottimali.
Promuovere la complementarità funzionale della diversità animale, ben adattata alle condizioni locali, è un principio essenziale dell’agroecologia per stabilizzare le prestazioni della mandria e dell’azienda nel tempo e per attenuare gli effetti delle fluttuazioni climatiche e di mercato (Dumont et al., 2025).
L’accettazione da parte degli agricoltori di una maggiore diversità nella gestione è un aspetto critico.
Questo può infatti creare difficoltà, perché la mandria diventa più complessa, con animali che presentano caratteristiche produttive e adattative differenti.
Una cattiva gestione può compromettere l’efficienza di altri input, come il lavoro, la terra o il capitale.
Inoltre, se la diversità animale è vantaggiosa in contesti caratterizzati da variabilità e incertezza, può penalizzare la produttività complessiva in condizioni favorevoli.
Riteniamo che sia necessaria una valutazione multidimensionale per ottimizzare il compromesso tra l’uso della diversità animale secondo i principi agroecologici e l’efficienza complessiva della mandria nel lungo periodo.

Rispondi