L’ambiente è il luogo dove possiamo creare una società relazionale. Tale società mira proprio a ridurre il bisogno di lavorare, perché disporre di migliori relazioni permette di lavorare meno e di vivere meglio. Questo è il principio base della pubblicità: per vendere bisogna rendere la gente insoddisfatta. Ma questo principio può essere usato per perseguire l’obiettivo opposto, cioè ridurre l’insoddisfazione per diminuire gli acquisti. Non sono dogmi le politiche che propongo, ma indicano una direzione: ampliare la disponibilità di beni comuni per ridurre il bisogno di consumo individuale.
Per farlo abbiamo bisogno di sistemi politici che prendano decisioni guardando al lungo periodo, e che riducano la loro sproporzionata dipendenza dagli interessi delle grandi imprese. Ci servono nuove regole del gioco, nuove forme di partecipazione, nuovi criteri di valutazione delle politiche pubbliche.
Il principio su cui si fonda l’economia che propongo è quello della cura delle relazioni. La crisi ecologica attuale e futura dipende dalla rottura delle relazioni: con la natura, tra le persone, tra le generazioni.
La risposta non può essere soltanto tecnica. La risposta deve essere culturale e politica.
Serve una nuova idea di prosperità, fondata sulla qualità delle relazioni, sulla partecipazione dei cittadini e sulla tutela dei beni comuni.
Le politiche che propongo non sono politiche di rinuncia, ma politiche di costruzione di condizioni che permettano alle persone di vivere meglio con meno consumo.
Le relazioni al centro di questo libro sono quelle che intratteniamo non per interesse, ma per il loro valore intrinseco. Sono relazioni che non dipendono da uno scambio economico, ma dalla motivazione interna, cioè dal piacere della relazione.
Le relazioni dovute a motivazioni intrinseche sono diverse da quelle basate su motivazioni esterne, come il guadagno o l’interesse.
Ad esempio, quando compriamo qualcosa non lo facciamo per il piacere della relazione con chi lo vende, ma per ottenere un bene. Quando invece incontriamo un amico, lo facciamo per il piacere della relazione stessa.
Questo tipo di relazioni è fondamentale per la qualità della vita, e non può essere sostituito dal consumo di beni.
I beni relazionali fanno parte di un concetto più ampio di benessere, che comprende la qualità delle relazioni tra gli individui, le istituzioni e la natura.
Oltre ai beni materiali, esistono beni immateriali che sono indispensabili per una vita buona: fiducia, cooperazione, amicizia, partecipazione.
Senza questi beni, la crescita economica non produce felicità.
Stefano Bartolini, Ecologia della felicità, Aboca,2025

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