Azienda agricola il Chioso

Non è un servizio, ma un sodalizio

“La CSA, Comunità che Supporta l’Agricoltura, è uno strumento potente, secondo me – ci dice Federico Chierico dell’azienda agricola Il Chioso – perché toglie il cibo dall’economia estrattiva, cioè quella del profitto, e lo dà all’economia generativa, cioè quella che, oltre al profitto, mette in campo il tema della relazione, della felicità. Che cos’è una…

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Abbiamo una CSA di 50 famiglie che prendono la cassetta settimanale una volta a settimana.. La CSA è uno strumento potente, secondo me, perché toglie il cibo dall’economia estrattiva, cioè quella del profitto, sostanzialmente, e lo dà all’economia generativa, cioè quella che oltre al profitto mette in campo il tema della relazione della felicità. Perché la vera CSA, sono delle famiglie che scelgono di sostenere un’azienda attraverso un abbonamento prepagato e un sostegno economico, è un sodalizio, e io in cambio di questo sodalizio gli do una cassetta settimanale di ciò che c’è. Quindi le famiglie sanno che gli arriveranno quattro kg di verdura con almeno sei ortaggi diversi ben bilanciata. Questa cosa qui è molto potente perché quando tu vieni a ritirare la cassetta, i soldi me li hai già dati, la roba l’ho scelta io e di conseguenza quando vieni ti siedi e parliamo di noi. Magari stappiamo una bottiglia, magari facciamo quattro chiacchiere e incominciamo a dirci come ci chiamiamo, che lavoro facciamo e quindi dire magari c’è l’educatore che inizia a dirti: ma perché non scriviamo un bando insieme? Oppure l’altro che ti dice: ma vuoi fare il frutteto? Ma io conosco un po’ il mondo del crowdfunding, se vuoi ti aiuto io. E quindi di fatto noi il crowdfunding l’abbiamo fatto grazie ai membri della CSA che ci hanno detto: ti aiutiamo a fare i testi, ti aiutiamo a fare le foto. Questa secondo me è la forza vera che può superare quello che vogliamo fare un po’ noi, non competere, però confrontarci con la grande distribuzione organizzata. Noi non possiamo confrontarci attraverso la logistica, è impossibile, o attraverso il servizio. Infatti io dico sempre che il nostro non è un servizio ma un sodalizio. Finisce sempre alla stessa maniera ma è completamente diverso. Noi, come dire, competiamo con la grande distribuzione sulla relazione che di là non esiste, anzi, è una relazione tossica se vogliamo essere un po’ contestatori. Invece qui è tutto fondato sulla relazione e questo secondo me è la chiave di volta per il cambiamento. Se noi vogliamo provare a giocare a cambiare il sistema alimentare dobbiamo puntare alla relazione e non né scimmiottare la grande distribuzione né inventarci ci sa quali magie, ma semplicemente costruire gruppi di persone che si vogliono bene, che hanno piacere di stare in un ambiente bello, che sono le nostre cascine, che proprio perché siamo là col pensiero, i nostri luoghi sono belli, primo per noi stessi, perché ci lavoriamo tutti i giorni 8, 10, 15 ore al giorno, e poi per chi questo luogo lo condivide. La mia cascina non assomiglia a un capannone dove fanno tubi come la maggior parte delle aziende come dire, dell’agroindustria. Questo è un grande punto a favore, che senza fare come dire i contestatori o andare a dire cosa è meglio o cosa è peggio. Questa bellezza e questa relazione è vincente, è la strategia per superare il modello devastante di alimentare che abbiamo adesso, con cui ci confrontiamo.

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