La nostra pastorizia è incentrata sul pascolamento, che è l’alimentazione naturale per gli animali. Pratichiamo in alcuni periodi un pascolamento di tipo semibrado e nella stagione primaverile ed estiva un pascolamento di tipo condotto e guidato, in modo da cercare di gestire, turnare e ottimizzare le risorse dei prati, degli incolti e dell’agroforestazione.
Alleviamo al momento una sessantina di capre, meticce, incrocio di Camosciata delle Alpi e Alpina comune. Le capre non vengono alimentate con mangimi, ma sono nutrite esclusivamente con fieno prodotto nella nostra azienda e durante tutto l’anno condotte il più possibile al pascolo. Al massimo viene data un’integrazione di cereali in granella se necessaria.
Il formaggio Mimberghe, che questa settimana Agrispesa porta alle famiglie
che ricevono la spesa è un formaggio a latte crudo da capre al pascolo, a coagulazione acida e a fermentazione naturale: è nutriente, perché ricco di proteine e fermenti lattici vivi, ed è anche molto digeribile. Mimberghe è il nome della borgata verso cui si dirigono i nostri pascoli. I nostri formaggi vengono conservati non in frigorifero, ma in un vecchio “crutin” scavato nel tufo. La produzione dei formaggi inizia a marzo o ad aprile, almeno un mese e mezzo dopo i parti, perché i capretti vengono lasciati insieme alle madri per poppare il latte, e si protrae fino a novembre, ma sul finire della stagione si riduce molto la quantità. In generale si può dire, come dicevano i nostri nonni, che le tume sono disponibili da Pasqua ai Santi. Viviamo con le nostre capre su un versante ripido e terrazzato, ben esposto a sud, e la flora è arricchita dai profumi di tante erbe mediterranee, come l’origano e l’assenzio.
Questo formaggio porta con sé anche l’invito per tutti a ritornare urgentemente alle cose semplici, il consiglio di diffidare dei cibi moderni ottenuti nella fretta e nel disinteresse delle materie prime e infine il messaggio che è meglio per l’uomo continuare ancora oggi a meravigliarsi per i prodigi della natura piuttosto che illudersi dei propri progressi tecnologici ”.
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