“Io ho deciso di fare agricoltura biologica – ci spiega Osvaldo Chiapello di Briaglia – perché sono stato da giovane tre anni a Torino e non mi sono mai adattato, quindi ho deciso di andare in campagna a fare l’agricoltore nel massimo rispetto della natura. Quindi il motivo principale di partenza è questo. La tecnica che adotto io è semplicemente di lasciare gli animali e le colture nel modo più naturale possibile, e quindi avere dei prodotti con il massimo della naturalità e della genuinità. E continuo così con tutte le mie forze, con tutta la mia famiglia che ha accettato questa mia filosofia e quindi continuiamo un’azienda in questo modo. Io allevo animali che sono sempre fuori. Io parto dal principio dell’antroposofia che arriva da Steiner. Gli animali dobbiamo rispettarli al massimo e, se li utilizziamo per nutrirci, fintantoché possono vivere, dobbiamo avere il massimo rispetto della loro esistenza. E tu, questo, nella tua azienda, com-come si pratica questo rispetto? Eh, la-lascia-lasciandoli nel modo più naturale possibile. Tutti i giorni sposto un po’ il recinto in modo che possano avere dell’erba fresca da mangiare: in questa condizione l’animale tu lo vedi più sano, più felice, se si può dire. E poi io non ho quasi mai problemi di malattie e sono sempre tranquilli: io curo con l’omeopatia, ma non ho grossi problemi. Quindi il fatto che siano all’aperto, che siano a vita libera così, si fanno gli anticorpi loro e se la cavano da soli, normalmente. E’ vero che ho rese molto inferiori. Quando facciamo macellare il vitello, è di 400-450 kg e ha quasi due anni. I vitelli dei miei colleghi a 15 mesi sono 600-650 kg. Io quando vendo un vitello, vendo un quintale di carne in meno. Però è una scelta. E anche sui vegetali, io, se ci sono dei problemi su un campo o c’è troppa erba o qualche malattia nelle piante, io piuttosto rinuncio al raccolto. Sono contento che i miei figli abbiano accettato questa mia filosofia. Io già quando ero a Torino, quei tre anni in cui studiavo, facevo il liceo, quindi ero giovanissimo, ero già iscritto a Pro Natura perché mi è sempre piaciuta, diciamo, la natura in genere. E poi sono partito di lì, ho fatto dei corsi di biodinamica e poi quando sono tornato ho aperto l’azienda. Ovviamente c’era più nessuno che mi insegnava quelle cose lì. Ho frequentato dei corsi per imparare qualcosa, poi io sono andato avanti così”
Osvaldo Chiapello, Azienda agricola Enrica Chiapello
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